Lampedusa: l’isola che non si dimentica.
Dove il mare è più chiaro,
la luce più intensa e l’anima più leggera
Chi arriva qui lo capisce subito: non per la grandezza – è lunga appena 11 km e larga 3,5 – ma per l’intensità con cui si mostra.
Un luogo sospeso tra Europa e Africa, immerso in un Mediterraneo ancora autentico, dove il cielo è più vicino, il mare più vivo e il tempo sembra rallentare.
Lampedusa è la maggiore delle Isole Pelagie e appartiene geologicamente al continente africano. Dista circa 120 miglia nautiche dalla Sicilia e solo 60 dalla Tunisia.
Il clima è secco e caldo, di tipo africano, ma sempre piacevole grazie alla brezza marina. Qui l’estate inizia presto e finisce tardi: da aprile fino a novembre, il sole accompagna giornate lunghe, cieli limpidi e tramonti infuocati.
La costa sud – il volto accogliente dell’isola: Rivolta verso l’Africa, la costa sud è un susseguirsi di calette sabbiose e baie dall’acqua cristallina. Qui il mare assume tonalità caraibiche, tra azzurri e verdi che sembrano dipinti. Spicca la celebre Baia della Tabaccara, famosa per il fenomeno delle barche sospese: l’acqua è talmente limpida che sembra non esistere. Poco più avanti, l’Isola dei Conigli, icona di Lampedusa, è stata eletta spiaggia più bella del mondo nel 2013 e continua a rientrare ogni anno tra le migliori a livello europeo e globale. Una riserva naturale protetta, dove la natura comanda e il silenzio incanta.
La costa nord – l’anima selvaggia: Più impervia e drammatica, la costa nord è dominata da alte falesie a picco sul mare, grotte nascoste e scorci mozzafiato.Qui il mare si fa blu profondo, i fondali rocciosi sono ricchi di vita e le calette sono accessibili solo via mare.Una vera meraviglia per chi ama l’esplorazione, la fotografia naturalistica o lo snorkeling.
Lampedusa è stata nei secoli approdo per greci, romani, saraceni.Ma è solo nel 1843 che inizia la sua storia moderna, quando Ferdinando II di Borbone invia sull’isola il capitano Bernardo Maria Sanvisente per avviarne la colonizzazione. Nel 1860 entra a far parte del Regno d’Italia. Nel 1968 viene costruito l’aeroporto. E negli anni ’80, con l’apertura al turismo, inizia a farsi conoscere per le sue meraviglie naturali.
Un’isola che accoglie: oltre la superficie
Negli ultimi anni, Lampedusa è spesso entrata nel discorso pubblico legata al tema dell’immigrazione. Ma chi arriva qui scopre una realtà molto diversa da quella raccontata frettolosamente nei notiziari. L’isola continua a vivere con dignità e normalità. I migranti vengono accolti con rispetto, assistiti e trasferiti in breve tempo nel centro apposito. Il turismo non viene mai toccato, e chi sceglie Lampedusa per una vacanza ritrova un luogo sereno, vivo, accogliente, dove il mare continua a essere protagonista e la gente ha imparato da sempre cosa significhi tendere la mano.
Qui si vive con equilibrio, lontano dai riflettori, con il senso profondo di un’umanità semplice e vera.
“A Lampedusa si arriva da lontano, per mille motivi diversi. Ma chi arriva, trova sempre qualcuno che accoglie. È un’isola che ascolta prima di giudicare.”

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